P(arti)ture e rein(canto). Sinfonia a due voci per quadri e gioielli

Il collettivo di artiste e designer orafe di re/ENCHANTING espone i suoi preziosi souvenir su iniziativa del museo e del bookculture di Palazzo Merulana, in dialogo con le opere della Collezione Cerasi. “Partitura” di suoni e gioielli contemporanei per “incantare” i quadri novecenteschi e apprezzare una bellezza al quadrato, in uno spazio che del quadrato ha fatto il suo logo.

Il concept espositivo nasce dall’opera di Antonietta Raphael, “Autoritratto con violino”. Musica e pittura hanno da sempre intrecciato uno stretto dialogo, trasformando colori e immagini in note o trasformando melodie in forme e tonalità. La partitura musicale è fatta di segni che si trasformano in tonalità musicali, così come la pittura trasforma colori e linee in emozioni visive. I gioielli di re/ENCHANTING dialogano con le opere esposte sul filo di un grafismo, di una narrazione, di un’assonanza formale o concettuale: il violino che Antonietta Raphael portò con sé arrivando profuga in Italia, assieme a una vecchia edizione delle “Metamorfosi di Ovidio” e alla “menorah”; le forme (e i suoni!) dei tamburelli di Donghi; i percorsi che riemergono nelle “Cabine Misteriose” e diventano le direzioni possibili; la delicatezza di Campigli che si ritrova nell’asimmetrica fragilità di una collana; l’inversione del concetto tridimensionale di Fontana; la stasi immobile dei grattacieli di De Chirico che si fanno fossili, anzi carbon fossili e la rete metallica su cui Balla dipinse Primo Carnera, che si trasforma in una elegante catena. Ogni visitatore potrà giocare a rintracciare gli spunti che legano le diverse opere, ritrovando magari emozioni e suggestioni nuove.

L’allestimento utilizza come supporto dei leggii musicali, oggetti ponte tra l’impatto visivo delle opere artistiche, la musica e gli oggetti creati dalle designer. I leggii fanno da contrappunto alle opere che hanno ispirato gli oggetti, condividendo lo stesso spazio, mentre altri si trovano al piano terra, nel bookculture, con un rimando esplicito all’opera.

Le opere di oreficeria proposte sono oggetti di design contemporaneo, realizzati prevalentemente con l’antica tecnica della cera persa nei laboratori di fusione italiani o gioielli contemporanei sviluppati con tecniche e materiali innovativi e prodotti in serie limitate. Espongono le artiste e designer orafe Myriam Bottazzi, Daniela Cavasin, Lidia Bisani Lamblin, Cristina Serafini Sauli e Monica Ungarelli.

7 e 8 dicembre 2019, Palazzo Merulana - Roma

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